La Fondazione Marc de Montalembert

Logo della Fondazione Marc de Montalembert

La Fondazione Marc de Montalembert nasce nel 1994, in ricordo del giovane Marc (1972-1993), e da allora si impegna ad avvicinare giovani dei Paesi del Mediterraneo che sognano di fare della ricerca un progetto di vita, incoraggiando e sostenendo ricerche sul campo che li conducano in un Paese diverso da quello di provenienza.

Le culture e le società mediterranee, la loro Storia passata e le dinamiche attuali a cui sono sottoposte e alle quali danno impulso, sono dunque al centro degli interessi della Fondazione e di tutti i borsisti che, dal 1994 a oggi, hanno avuto la possibilità di conoscere Manuela e Marc René de Montalembert nella sede di Rodi della Fondazione, immersa in uno splendido giardino.

Nascosto dietro un portone di legno, infatti, si cela un vero e proprio paradiso, denso dei profumi e dei colori delle piante mediterranee, rallegrato dal costante e brioso suono dell’acqua e impregnato della Storia millenaria e dell’atmosfera multiculturale e interreligiosa che da sempre caratterizza l’intera isola. Un paradiso terrestre, insomma, un angolo di Rodi che i coniugi de Montalembert hanno scoperto, restaurato, valorizzato e offerto alla comunità.

Il giardino di Rodi
L'apertura della Fondazione 2018

È in questo contesto che io stessa ho ricevuto la Borsa a progetto Marc de Montalembert 2018 direttamente dalle mani del Sig. Marras, l’Ambasciatore italiano in Grecia, ed è qui che ho fatto la conoscenza di Marine Messina, la borsista del 2017 che ha viaggiato in Grecia, Cipro, Turchia, Kurdistan e Giordania, incontrando quelli che troppo sbrigativamente incateniamo alla definizione di “minori non accompagnati”.

Nel suo progetto di estrema attualità e drammaticità “Mots pour maux”, Marine ha dunque restituito una voce a chi, troppo spesso, una voce non l’ha più. O forse non è vero: una voce ce l’hanno ancora ed è una voce chiara e forte, capace di perforare i timpani e la mente di chi, come Marine, ha avuto il desiderio e la forza di ascoltarla.

La ringrazio, quindi, per aver condiviso con tutti noi i risultati della sua ricerca e per avermi mostrato quanto questa opportunità che ci è stata offerta rappresenti davvero un’occasione unica di conoscere realtà e, soprattutto, persone che, più o meno lontano, vivono sulle rive del nostro stesso mare e hanno storie che, per quanto apparentemente distanti dalla nostra, la arricchiscono e la completano a nostra insaputa. Storie che vale sicuramente la pena di conoscere.

Un grazie infinito, dunque, a Manuela e a Marc René, perché grazie al loro sogno anche io posso realizzare il mio: cercare di conoscere altre storie, di persone e di luoghi, guardarle da vicino e toccarle con mano.

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